
Patrizio Pesenti, fondatore e titolare di PM Serramenti
PM Serramenti opera dal 1984 nella progettazione, produzione e installazione di serramenti in legno e legno-alluminio, affiancando alle competenze artigianali nella lavorazione del legno tecnologie produttive orientate alla qualità e alle prestazioni dei prodotti. Con sede a Mornico al Serio (Bergamo), gestisce internamente le principali fasi della produzione, dalla lavorazione del legno alla verniciatura, fino all’assemblaggio di vetri e ferramenta. A questo approccio si affianca l’attenzione alla provenienza delle materie prime, attraverso l’adozione degli standard di certificazione FSC e PEFC.
L’azienda lombarda ha scelto EPDItaly per pubblicare la Dichiarazione Ambientale di Prodotto relativa alla PM Tempo XV 80.73, una finestra in legno a due ante da 80 mm.
A questo proposito, abbiamo intervistato Patrizio Pesenti, fondatore e titolare dell’azienda, che ci ha raccontato le motivazioni alla base della scelta, i benefici ottenuti dalla pubblicazione di dati ambientali verificati e il ruolo di EPDItaly in un mercato sempre più attento alla trasparenza e alla sostenibilità.
Quali sono le motivazioni principali che vi hanno spinto verso la certificazione volontaria EPD?
L’EPD rappresenta l’evoluzione del percorso che abbiamo intrapreso molti anni fa e ci permette di disporre di dati concreti. Progettiamo e produciamo serramenti in legno da oltre 40 anni, crediamo fortemente nelle caratteristiche di questo materiale, ma per noi era importante poter dimostrare, numeri alla mano, quale fosse l’impatto ambientale di un nostro prodotto.
È stata come sempre una scelta volontaria e impegnativa, ma proprio per questo la considero importante, come i percorsi già intrapresi per FSC, PEFC, VOC e ISO 9001. Credo che oggi un’azienda debba avere il coraggio di misurarsi e di rendere trasparenti i propri processi. L’EPD ci ha dato la possibilità di farlo.
Quale prodotto della vostra azienda ha ottenuto l’EPD? Quali sono le sue principali caratteristiche?
Abbiamo ottenuto l’EPD per la PM Tempo XV 80.73, una finestra in legno da 80 mm, a due ante. È un prodotto nel quale abbiamo cercato di mettere insieme prestazioni, qualità costruttiva e durabilità. Utilizza un vetro monocamera basso-emissivo, più guarnizioni di tenuta e ferramenta certificata, oltre a un sistema di assemblaggio innovativo. Un altro elemento che ci caratterizza è la verniciatura: utilizziamo cicli a base d’acqua applicati attraverso un impianto automatizzato. La vetrocamera viene inoltre assemblata internamente.
Ma al di là delle singole caratteristiche tecniche, per noi il valore di questo prodotto, come per tutti gli altri, sta nel modo in cui viene realizzato: controllare direttamente tutte le fasi di produzione significa poter garantire maggiore continuità nella qualità e nelle prestazioni.
Quali sono i principali vantaggi ottenuti dalla pubblicazione della Dichiarazione Ambientale di Prodotto? Quali le ricadute sul consumatore finale?
Il primo vantaggio è stato per noi stessi: l’EPD ci ha obbligato a guardare il nostro prodotto con occhi diversi. Quando devi misurare l’impatto ambientale di un serramento lungo il suo ciclo di vita, inizi a farti domande molto concrete: quali materiali utilizziamo? Come vengono prodotti? Quanta energia consumiamo? Cosa possiamo migliorare? Questo percorso crea consapevolezza all’interno dell’azienda.
Per il cliente, invece, il vantaggio principale è la trasparenza. Oggi si parla molto di prodotti “green” o sostenibili, ma spesso il consumatore ha difficoltà a capire quanto ci sia di concreto dietro queste parole. Un’EPD fornisce informazioni verificate e permette di fare valutazioni basate sui dati. Credo che questo sia il contributo più importante che possiamo dare al cliente: non chiedergli semplicemente di fidarsi di noi, ma mettergli a disposizione informazioni oggettive.
Pensa che EPDItaly possa contribuire a diffondere la cultura della sostenibilità di prodotto?
Sicuramente sì, soprattutto perché credo che la sostenibilità abbia bisogno di metodo. Oggi tutti parlano di sostenibilità, ma il rischio è che diventi una parola utilizzata troppo facilmente. Per me sostenibilità significa invece misurare, verificare e soprattutto cercare di migliorare.
Un organismo come EPDItaly può aiutare le aziende a fare proprio questo percorso e può contribuire a creare un linguaggio comune tra produttori, progettisti e mercato. Da imprenditore penso che sia importante anche cambiare mentalità: non vedere la sostenibilità soltanto come un obbligo o un costo, ma come un processo di miglioramento dell’azienda.
Quanto è importante, secondo lei, la presenza di prodotti sostenibili italiani all’interno di un Program Operator che fa del network internazionale uno dei suoi punti di forza?
È molto importante perché significa portare nel confronto internazionale anche il valore della nostra manifattura. L’Italia ha una grande tradizione nel settore del legno e del serramento e molte aziende hanno investito negli anni in tecnologia, qualità e innovazione. Credo sia importante che queste realtà possano dimostrare il proprio impegno anche attraverso strumenti riconosciuti a livello internazionale.
Per PM Serramenti, ottenere l’EPD significa anche questo: non limitarci a dire che realizziamo un prodotto di qualità, con attenzione all’ambiente, ma accettare di misurarci secondo criteri oggettivi e condivisi. E penso che questo sia il modo giusto per affrontare il futuro: valorizzare ciò che sappiamo fare in Italia, ma allo stesso tempo essere disponibili a confrontarci con il resto del mondo.