Chi ha scelto EPDItaly si racconta: Zazzaretta Infissi

Matteo Zazzaretta, Product Manager, Zazzaretta Infissi

Zazzaretta Infissi opera nella produzione di serramenti in legno e serve principalmente le regioni del Centro Italia, con una presenza consolidata in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. L’azienda affonda le proprie radici nel 1926 e nel tempo ha sviluppato un’offerta completa che comprende infissi, oscuranti e soluzioni caratterizzate da elevate prestazioni termiche e acustiche.

Con sede a Mogliano (Macerata), la realtà marchigiana ha costruito la propria attività coniugando esperienza nella lavorazione del legno e innovazione tecnologica, sviluppando prodotti in grado di rispondere alle esigenze dell’edilizia contemporanea e dell’efficienza energetica.

In questo percorso, l'azienda ha deciso di affidarsi a EPDItaly per ottenere l’EPD sulla finestra in legno LINEA 68, utilizzando il tool LCA sviluppato da Legno Legno per l’analisi del ciclo di vita del prodotto e la generazione dei dati ambientali necessari alla dichiarazione.

A questo proposito, abbiamo intervistato Matteo Zazzaretta, Product Manager, che ci ha raccontato le motivazioni alla base della scelta, i benefici ottenuti dalla pubblicazione di dati ambientali verificati, il ruolo di EPDItaly nella diffusione della cultura della sostenibilità di prodotto e l’esperienza maturata nell’utilizzo del tool LCA di Legno Legno.

Quali sono le motivazioni principali che vi hanno spinto verso la certificazione volontaria EPD?

Per noi la scelta di intraprendere il percorso EPD è nata prima di tutto da un’esigenza di responsabilità. Negli ultimi anni si parla molto di sostenibilità, ma spesso in modo generico. Noi volevamo invece uno strumento concreto, verificabile e riconosciuto a livello internazionale, capace di raccontare in maniera oggettiva l’impatto ambientale dei nostri prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita.

L’EPD ci ha permesso anche di guardare ai nostri processi produttivi con maggiore consapevolezza: consumi, approvvigionamenti, trasporti e lavorazioni. È stato un percorso tecnico, ma anche culturale, che ha coinvolto l’azienda nel suo insieme. Affrontare questo processo di analisi significa avere il coraggio di mettere in discussione molti “si è sempre fatto così”, aprendosi a un approccio più consapevole, misurabile e orientato al miglioramento continuo.

Un altro aspetto importante è che oggi il mercato, soprattutto nel mondo dell’edilizia e della progettazione, richiede dati affidabili e documentati. Architetti, studi tecnici e imprese hanno bisogno di strumenti concreti per valutare la sostenibilità dei materiali che utilizzano. Con l’EPD possiamo offrire informazioni verificate, utili sia per le scelte progettuali sia per i criteri ambientali richiesti dal mercato contemporaneo.

Quale prodotto della sua azienda ha ottenuto la EPD? Quali sono le sue principali caratteristiche?

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto riguarda la nostra finestra in legno modello LINEA 68, uno dei prodotti che meglio rappresenta il nostro approccio: unire tradizione artigianale, prestazioni tecniche e attenzione ambientale. Volevamo che l’EPD riguardasse un prodotto reale e rappresentativo della nostra produzione quotidiana, non una soluzione sviluppata esclusivamente per finalità dimostrative. La LINEA 68 è una finestra pensata per l’edilizia contemporanea che mantiene il valore del legno come materiale naturale e contribuisce al benessere abitativo, nel rispetto degli standard richiesti per l’efficienza energetica degli edifici nelle diverse
zone climatiche.

Quali sono i principali vantaggi ottenuti dalla pubblicazione della Dichiarazione Ambientale di Prodotto? Quali le ricadute sul consumatore finale?

I Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, definiti dal nuovo D.M. del 24 novembre 2025, rappresentano in modo chiaro la direzione verso cui si sta muovendo il settore delle costruzioni: una crescente attenzione alla misurazione oggettiva degli impatti ambientali e alla trasparenza dei dati.

In questo scenario, il vero vantaggio è mettere l’azienda nelle condizioni di affrontare per tempo questa transizione. Non si tratta solo di essere conformi a nuovi obblighi normativi, ma di costruire competenze interne strutturate, in grado di trasformare il cambiamento in un’opportunità competitiva.

Anche per il consumatore finale le ricadute sono significative. In un mercato altamente competitivo e caratterizzato da prodotti molto diversi per qualità e prestazioni, chi acquista non dispone sempre degli strumenti per effettuare valutazioni tecniche approfondite e tende spesso a orientarsi principalmente sul prezzo. La certificazione introduce invece un parametro oggettivo di confronto, trasformandosi in una garanzia di affidabilità, competenza e responsabilità da parte dell’azienda.

Pensa che EPDItaly possa contribuire a diffondere la cultura della sostenibilità di prodotto?

EPDItaly ha un ruolo importante perché rende comparabili le prestazioni ambientali dei prodotti attraverso un metodo standardizzato e verificato. È un passaggio chiave perché sposta il baricentro della scelta: non si tratta più di “saper vendere meglio”, ma di rendere i prodotti confrontabili su basi oggettive. In un mercato tradizionale la differenza è spesso determinata dalla capacità commerciale, dalla narrazione o dalla forza del brand. Con strumenti come le EPD, invece, la discussione si sposta sui dati: impatti ambientali, indicatori misurati e criteri verificabili lungo il ciclo di vita del prodotto. Il risultato è un cambiamento strutturale. Il progettista e il committente non devono più affidarsi esclusivamente alle dichiarazioni del produttore, ma possono confrontare soluzioni diverse utilizzando parametri comuni. In questo scenario la competizione non si gioca più sulla comunicazione, ma sulla qualità reale e documentata del prodotto. In questo senso, EPDItaly non è solo uno strumento tecnico, ma un acceleratore di trasparenza lungo tutta la filiera edilizia.

Quanto è importante, secondo lei, la presenza di prodotti sostenibili italiani all’interno di un Program Operator che fa del network internazionale uno dei suoi punti di forza?

È molto importante, soprattutto per tre ragioni.

Innanzitutto, la presenza di prodotti italiani all’interno di un Program Operator con respiro internazionale rafforza la credibilità del sistema, perché garantisce che materiali e soluzioni provenienti da contesti diversi siano valutati secondo regole comuni.
Inoltre, per le aziende italiane significa confrontarsi con un contesto globale, nel quale la sostenibilità non è più soltanto un tema normativo, ma un vero fattore competitivo. Infine, si crea un beneficio reciproco: il network internazionale aumenta visibilità e
affidabilità dei produttori italiani, mentre la qualità e la specializzazione del Made in Italy contribuiscono a rafforzare il valore complessivo del sistema. In questo quadro, il Made in Italy non è più soltanto un richiamo identitario, ma una sintesi verificabile di prestazioni, dati e processi certificati.

Nel percorso di sviluppo dell’EPD pubblicata su EPDItaly per i vostri infissi, avete utilizzato il tool LCA di LEGNO LEGNO. Quali vantaggi concreti avete riscontrato, sia dal punto di vista tecnico che commerciale, nell’analisi del ciclo di vita del prodotto e nella successiva pubblicazione dell’EPD?

Voglio innanzitutto riconoscere la disponibilità e la professionalità dimostrate da Legno Legno durante tutto il percorso che ci ha portato alla pubblicazione dell’EPD. È stato un lavoro impegnativo, ma reso più lineare grazie all’utilizzo del tool LCA.
La raccolta dei dati, la loro classificazione e le necessarie correzioni in corso d’opera sono state gestite in modo continuo e strutturato, permettendo di mantenere sempre chiaro l’obiettivo finale e riducendo la complessità del processo. Credo che chi deciderà di intraprendere un percorso analogo troverà in questo approccio uno strumento concreto per semplificare il lavoro e rendere più gestibile il raggiungimento dell’obiettivo.

Dal punto di vista commerciale, la pubblicazione dell’EPD apre nuove opportunità, sia in termini di autorevolezza e credibilità del brand sia nell’accesso al mercato dell’edilizia pubblica, dove la disponibilità di dati ambientali verificati sta diventando un elemento sempre più rilevante nei criteri di selezione e nelle gare d’appalto.