
Eleonora Scarin, socio e amministratore di Falegnameria Scarin
La Falegnameria Scarin opera dal 1986 nel territorio del Verbano Cusio Ossola ed è specializzata nella lavorazione del legno per la realizzazione di infissi, serramenti, arredi e soluzioni su misura. Nel corso degli anni l’azienda ha consolidato un approccio fondato sulla qualità artigianale, sulla cura del dettaglio e sull’evoluzione costante delle competenze tecniche e produttive.
L’attività si è progressivamente sviluppata attraverso investimenti mirati nell’ammodernamento dei processi e dei macchinari, integrando tecnologie di ultima generazione, come i sistemi a controllo numerico, per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze progettuali e costruttive. La ricerca di materiali performanti e l’attenzione agli aspetti ambientali rappresentano oggi elementi centrali nella proposta dell’azienda, orientata a coniugare personalizzazione, efficienza e sostenibilità.
L’azienda piemontese ha deciso di affidarsi a EPDItaly per ottenere la Dichiarazione Ambientale di Prodotto per i serramenti in legno. A questo proposito, abbiamo intervistato Eleonora Scarin, socio e amministratore dell’azienda, che ci ha raccontato le motivazioni alla base della scelta di intraprendere un percorso di certificazione EPD su base volontaria, i benefici ottenuti dalla pubblicazione di dati ambientali verificati e il ruolo di EPDItaly in un mercato sempre più internazionale e orientato alla sostenibilità.
Quali sono le motivazioni principali che vi hanno spinto verso la certificazione volontaria EPD?
Le motivazioni sono state innanzitutto personali. Negli ultimi anni abbiamo posto la sostenibilità al centro della nostra attività, e abbiamo sentito l’esigenza di passare dall’intuizione ai dati concreti.
Ci ha spinto una grande curiosità: volevamo capire con precisione quale fosse il reale impatto ambientale del nostro prodotto di punta, il serramento. È un passo che abbiamo voluto fare per dare un segnale concreto, pur restando una falegnameria artigiana che realizza molti altri prodotti, dai mobili agli arredi, fino alle scale e alle porte. Per noi, l’EPD è lo strumento per conoscere a fondo il nostro prodotto principale e per continuare a fare il nostro lavoro in modo sempre più consapevole.
Quale/i prodotto/i della sua azienda ha ottenuto la EPD? Quali sono le sue principali caratteristiche?
Abbiamo ottenuto la certificazione EPD per il serramento in legno, disponibile in due diversi spessori. La caratteristica distintiva del nostro approccio è l’integrazione verticale: gestiamo internamente l’intera filiera, dall’approvvigionamento della materia prima alla verniciatura, fino alla posa in opera. Siamo consapevoli che l’internalizzazione rappresenti una sfida per la sostenibilità, ma proprio per questo l’EPD è per noi uno strumento fondamentale per monitorare i nostri impatti e identificare margini di miglioramento, valutando costantemente se soluzioni esterne possano offrire standard ambientali ancora più elevati.
Quali sono i principali vantaggi ottenuti dalla pubblicazione della Dichiarazione Ambientale di Prodotto? Quali le ricadute sul consumatore finale?
Il vantaggio principale è stato quello di metterci alla prova. Pubblicare l’EPD ci ha permesso di analizzare seriamente l’impatto di ogni nostra lavorazione, trasformando la nostra attenzione per l’ambiente in numeri chiari e verificati. Invece di limitarci a dire che siamo attenti al tema ambientale, ora abbiamo uno strumento oggettivo che lo dimostra al mercato, aiutandoci a capire dove possiamo ancora migliorare. Vogliamo offrire ai nostri clienti e ai professionisti la sicurezza di una scelta consapevole. Chi acquista un nostro serramento oggi non guarda solo il lato estetico, ma vuole sapere cosa sta portando in casa. Con l’EPD diamo una sorta di ‘etichetta trasparente’ che facilita il lavoro di architetti e progettisti e garantisce al cliente finale che dietro il prodotto c’è un impegno concreto e misurabile.
Pensa che EPDItaly possa contribuire a diffondere la cultura della sostenibilità di prodotto?
Certamente. Credo che EPDItaly svolga un ruolo fondamentale perché agisce come un punto di riferimento autorevole che raccoglie tutte le realtà davvero impegnate sul fronte ambientale. Il fatto che esista un portale dove sono presenti certificazioni serie e verificate permette di fare chiarezza nel mercato: per noi aziende è uno stimolo a confrontarci con standard elevati, mentre per i tecnici e i clienti diventa una garanzia di affidabilità. Quando tutte le eccellenze del settore si ritrovano sotto uno stesso ombrello, la sostenibilità smette di essere un caso isolato e diventa una direzione comune, spingendo l’intera filiera verso una qualità costruttiva sempre più attenta al pianeta.
Quanto è importante, secondo lei, la presenza di prodotti sostenibili italiani all’interno di un Program Operator che fa del network internazionale uno dei suoi punti di forza?
È fondamentale. Per la nostra realtà che opera in un territorio caratterizzato da una forte presenza di professionisti internazionali e proprietari di seconde case provenienti dall’estero, la portata globale di EPDItaly è un vantaggio competitivo enorme. In questo contesto, EPDItaly agisce come un ponte strategico: non unisce solo aziende, tecnici e clienti, ma permette di farlo parlando un linguaggio comune e universale, quello della sostenibilità certificata. All’estero, la sensibilità ambientale è spesso molto alta e i clienti stranieri cercano garanzie oggettive, non solo estetiche. Essere presenti in un network internazionale attraverso un program operator italiano ci permette di presentare l’eccellenza del nostro ‘Made in Italy’ con la forza di dati verificati. In sintesi, ci consente di rassicurare il cliente o il progettista straniero sulla qualità del nostro prodotto, offrendo loro una trasparenza che oggi è il vero requisito per competere sui mercati.