Dieci anni di EPDItaly: un programma che ha fatto scuola

Nato ufficialmente nel 2015, ma con radici ben più profonde, il programma EPDItaly ha compiuto dieci anni di attività come Program Operator italiano per le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto. Dieci anni caratterizzati da una crescita continua, da importanti riconoscimenti istituzionali, da un progressivo consolidamento tecnico e da una progressiva apertura a nuovi settori e mercati. Un bilancio estremamente positivo, che riflette l’impegno costante per la trasparenza ambientale e la volontà di contribuire in modo concreto all’armonizzazione metodologica a livello europeo e internazionale.

Le radici europee del programma
Le origini del programma affondano nel progetto europeo INTEND, avviato tra il 2003 e il 2004 grazie al coinvolgimento di 33 partner italiani, tra cui ICMQ. L’obiettivo era quello di colmare un vuoto normativo esistente a livello europeo, sviluppando un punto di riferimento condiviso per la pubblicazione delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto. All’epoca, infatti, non esisteva in Europa un sistema riconosciuto dedicato alla pubblicazione delle EPD. Il progetto INTEND contribuì a gettare le basi per la nascita, di Environdec in Svezia, primo Program Operator europeo.
Nel 2013 ICMQ partecipa alla fondazione di Eco Platform, l’associazione europea che promuove l’armonizzazione e il mutuo riconoscimento delle EPD nel settore delle costruzioni. Due anni più tardi, nel 2015, viene avviato formalmente il programma EPDItaly, che nel 2016 ottiene il riconoscimento ufficiale da Eco Platform come Established Program Operator. Da quel momento in poi, EPDItaly si afferma come uno dei riferimenti principali per la gestione e la pubblicazione delle Dichiarazioni Ambientali di Prodotto, non solo in Italia ma anche all’estero.

Accreditamenti e CAM: le tappe fondamentali
Uno degli anni di svolta è il 2017, che segna due passaggi fondamentali per il consolidamento del programma. In primo luogo, EPDItaly viene riconosciuto da Accredia come programma accreditabile: un passaggio fondamentale per garantire trasparenza, imparzialità e rigore tecnico nelle verifiche. In secondo luogo, lo stesso anno, il Ministero dell’Ambiente include il programma nei Criteri Ambientali Minimi (CAM) relativi al settore edilizio. Entrambi questi passaggi rafforzano in modo decisivo la credibilità e l’autorevolezza di EPDItaly, anche nell’ambito degli appalti pubblici.

Nello stesso anno l’Ufficio ‘Global Procurement’ di Enel contattò EPDItaly per avviare un progetto di Circular Economy volto a valorizzare la catena di approvvigionamento nell’ambito della propria politica di sostenibilità. L’iniziativa mirava a tracciare i materiali in ingresso e in uscita, analizzarne componenti, impatti ambientali e riciclabilità, e a costruire partnership con i fornitori, così da rafforzare la strategia aziendale.
Grazie al supporto del Programma EPDItaly, Enel ha realizzato uno dei suoi obiettivi prioritari: lo sviluppo di un sistema di analisi e qualifica dei propri fornitori, che tenga principalmente conto delle caratteristiche di sostenibilità ambientale dei processi e dei prodotti in modo da aumentare, nel medio periodo, l’eco-efficienza dell’intera supply chain, usando lo strumento della Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) per qualificare le aziende, contribuendo così a valorizzare l’intera filiera.
Negli anni successivi il programma si struttura ulteriormente, grazie all’accreditamento di nuovi organismi di certificazione – tra cui SGS, TÜV SÜD e IMQ – e alla nascita di un comitato tecnico (Advisory Committee) incaricato di coordinare gli aggiornamenti metodologici e regolamentari. Un’ulteriore tappa rilevante è rappresentata dall’estensione del programma ai CAM per le infrastrutture stradali (CAM Strade), avvenuta nel 2024, che ha segnato l’ingresso ufficiale di EPDItaly anche in ambiti tecnici particolarmente regolamentati.

Una crescita solida e costante
A confermare la solidità e la vitalità del programma sono i numeri. Se nel 2016 le EPD pubblicate erano appena cinque, a giugno 2025 il totale ha raggiunto quota 860, con un incremento del 64% rispetto all’anno precedente. La distribuzione settoriale evidenzia la centralità dell’edilizia e dell’impiantistica: il 56% delle EPD riguarda prodotti da costruzione (472 dichiarazioni), il 39% il comparto elettrico ed elettronico (327 dichiarazioni), mentre il restante 5% è distribuito tra altri settori (37 EPD). Le tipologie di prodotti e servizi coperti dal programma sono oggi 91.
Tra i prodotti con la crescita più significativa spiccano i calcestruzzi, passati da 22 dichiarazioni ambientali nel 2024 a 75 nel 2025, con un incremento pari al 241%. A seguire si trovano i trasformatori di potenza (57 EPD), i cavi e fili, i quadri elettrici, gli inverter, i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche e numerose altre categorie. Il 93% delle EPD pubblicate è stato verificato da organismi accreditati per EPDItaly, mentre il 7% proviene da accordi di mutuo riconoscimento.

L’ampliamento settoriale: prodotti e servizi
A supporto dell’ampliamento del programma contribuisce l’evoluzione delle PCR (Product Category Rules). A oggi sono state pubblicate 45 PCR, di cui 37 relative a prodotti e 8 a servizi. A queste si aggiungono 5 nuove PCR attualmente in fase di sviluppo. Oltre ai tradizionali settori delle costruzioni e dell’energia, EPDItaly ha esteso il proprio raggio d’azione anche a categorie meno convenzionali, come i servizi di ristorazione collettiva, la didattica universitaria e la posa in opera di infrastrutture. È stata recentemente pubblicata anche una PCR dedicata alla filiera del latte, promossa dall’Università di Siena. Una diversificazione che conferma la flessibilità metodologica del programma.

Digitalizzazione e strumenti LCA
Dal 2019 EPDItaly ha puntato con decisione sulla digitalizzazione delle dichiarazioni, per facilitarne l’utilizzo nei software LCA e nei flussi informativi della progettazione BIM. Il numero di EPD digitalizzate è oggi pari a 1.743, con un incremento del 95% rispetto all’anno precedente. Un risultato che dimostra l’interesse crescente per l’interoperabilità e la tracciabilità dei dati ambientali, sia a livello nazionale che europeo.
Parallelamente, è cresciuto l’impiego di strumenti LCA qualificati, che permettono di redigere EPD in modo più rapido ed efficiente. Ad oggi sono 41 i tool qualificati dal programma, e circa il 25% delle EPD (pari a 215 dichiarazioni) deriva proprio da questi strumenti. I tool vengono utilizzati sia da aziende singole che da associazioni di categoria, e permettono anche analisi di ecodesign su prodotti ancora in fase di sviluppo.

Un programma sempre più internazionale
Il valore internazionale del programma è testimoniato non solo dalla sua crescita numerica, ma anche dalla sua diffusione geografica. Le aziende che hanno pubblicato una EPD tramite EPDItaly sono 275, provenienti da 25 Paesi. Di queste, il 64% ha sede in Italia (176 aziende), mentre il 19% proviene dalla Cina (51 aziende). Il restante 17% si distribuisce tra Germania, Spagna, Brasile, Austria, Norvegia, Stati Uniti e altri Paesi.
La distribuzione geografica delle EPD conferma questa apertura: su un totale di 836 dichiarazioni pubblicate, 610 sono italiane e 117 cinesi. Il restante 13% proviene da altri Paesi. A rafforzare l’internazionalità del programma contribuiscono i numerosi accordi di mutuo riconoscimento con altri Program Operator: Germania, Spagna, Austria, Norvegia, Cina e Stati Uniti. Tali accordi consentono la pubblicazione incrociata delle EPD tra registri differenti, senza ulteriori verifiche, facilitando l’accesso ai mercati globali e la validazione delle performance ambientali.